Tifo e politica: primi contatti per il cambiamento?

tifo tifosi Virtus EntellaUn evento che definirei storico è avvenuto oggi in Italia, più precisamente al Senato: rappresentanti del tifo “da gradinata”, “da curva” o se preferite semplicemente Ultras non solo calcistici hanno incontrato alcuni parlamentari per rappresentargli alcune richieste che, se la volontà di eliminare la violenza venisse rispettata sempre e da tutti, sarebbero senza dubbio un passo avanti per il ritorno allo stadio di molti e soprattutto per il ritorno della vera festa che era la partita allo stadio qualche tempo fa.

Tra i vari argomenti toccati l’eliminazione del “Doppio Daspo” e delle barriere, la possibilità di rendere la tessera del tifoso facoltativa, l’eliminazione delle barriere ed il ritorno di fumogeni e striscioni estemporanei oltre che di manifestazioni e cortei sportivi: “Lasciateci fare quello che siamo bravi a fare, con passione e senza violenza… tifareNoi siamo i veri clienti di questo calcio, quelli che pagano il biglietto per andare allo stadio, e abbiamo tante cose da dire” è questo il grido dei tifosi di tutta Italia riuniti per l’occasione.

Del sistema attuale ha parlato al “Corriere dello Sport” il capo ultras dell’Atalanta Claudio Galimberti, meglio noto come “Il Bocia” che ha subito fatto notare come gli attuali provvedimenti rovinino in primis quella che potrei definire la festa del calcio e del tifo cittadino per eccellenza, ovvero i Derby:”Il derby Lazio-Roma è il simbolo di quello che sta accadendo, il calcio sta morendo. Il popolo dei romanisti e dei laziali non può mancare a un derby. Una volta eravamo l’esempio per tutta l’Europa, le nostre bandiere sventolavano fiere e i nostri cori si alzavano al cielo ed erano esempio da imitare, adesso tutto questo non c’è più. Il nostro è un grido di dolore e di passione, la violenza non c’entra e non vogliamo che ci sia. Noi vogliamo soltanto tornare allo stadio e tifare” per poi continuare in senso più generale: “Con provvedimenti di questo tipo stanno uccidendo il calcio e invece il calcio come lo intendiamo noi è aggregazione nelle curve, ha scopi sociali, si basa sulla passione. Noi siamo il dodicesimo uomo in campo, ma se dagli spalti al campo ci tolgono la voce, non possiamo più esserlo… «Ridateci i tamburi, i fumogeni, i palloncini, i cartoncini, la gioia e la passione di una Curva, che in questo momento rappresento, che è la Curva dell’Italia senza nessuna divisione; togliete le barriere, riportateci allo stadio. Ridateci gli strumenti e noi torneremo a fare, senza violenza, quello che da sempre amiamo fare. Tifare, soltanto e semplicemente tifare”

Viste le premesse ed i tanti partiti che secondo il quotidiano romano sarebbero pronti ad appoggiare un provvedimento in tal senso, chissà che non si possa tornare tutti allo stadio come tempo fa: qui non è questione di dare “potere” agli Ultras, ma di ridare lo stadio al tifo di tutti, uno stadio più festoso e pieno visto che anche le trasferte sarebbero probabilmente agevolate rispetto ad ora.

Io, se sussisterà il presupposto della non violenza, sono assolutamente favorevole. Viva lo stadio, viva il tifo “pulito” e libero: lo sport deve tornare ad essere una festa, un divertimento per tutti.

Voi cosa ne pensate?

Dimitri Petta

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