Testata: un brutto esempio divenuto “abitudine” (video)

Moviola testataIn quest’ultima stagione calcistica è tornata a far capolino una brutta abitudine che a mia memoria non si faceva vedere su campi importanti dal Luglio del 2006: la testata. Questa nel tempo ha trovato, in Italia, nuove forme per manifestarsi, scatenando comunque polemiche di vario genere e rimanendo un esempio da non emulare.

TESTATA IN CAMPO: IN PRINCIPIO FU ZIDANE

Nella mia piuttosto giovane vita da tifoso, la prima testata “importante” che riesco a ricordare di aver visto su un campo di calcio è stata senza dubbio quella data da Zinedine Zidane a Marco Materazzi in occasione della finale dei Mondiali di Germania 2006.

Tralasciando alcuni facili commenti, non avendo più visto alcun atteggiamento simile, almeno stando a ciò che ricordo, speravo che l’esempio della testata (che è solo uno dei gesti che dovrebbero sparire dal calcio e non solo) fosse finito nel dimenticatoio per sempre ed invece non solo si è ripresentato, ma si è addirittura evoluto…

2015/16: TESTATA EVOLUTION

Quella che io ho definito “evoluzione” di questo fenomeno altro non è che la mania di “appoggiare” la testa du quella di un proprio avversario o dell’arbitro con o senza una successiva spinta volta a far cadere la “vittima”.

Questo atteggiamento, nelle sue varie accezioni, è stato più volte protagonista di questa stagione di Serie A: basti pensare ai “casi” Higuain, Perotti e, benchè più volte minimizzato, Bonucci. Tutti questi casi hanno creato vari tipi di polemiche legate soprattutto al trattamento sanzionatorio applicato ma, aldilàdi questo aspetto, hanno segnato un inatteso (e del tutto non voluto) ritorno: quello della testata.

UNA TESTATA NON FA… PRIMAVERA

Il riproporsi di tale gesto è avvenuto durante la fase finale del Campionato Primavera ad opera del calciatore della Roma Marco Tumminello costando a quest’ultimo la sospensione dalla squadra e ben 6 giornate di squalifica.

Il fatto che un fatto così brutto sia avvenuto nel Campionato dei professionisti di domani, dovrebbe far ancora una volta riflettere sulla brutta piega che sta prendendo il nostro calcio: personalmente spero che la prossima, metaforica, testata serva a cacciare certi gesti almeno dallo sport.

Dimitri Petta

 

 

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