Shakhtar: l’esempio di Srna e una speranza

ShakhtarDopo la gara di Champions League vinta dallo Shakhtar sul Napoli per 2 reti a 1 era scattato un nuovo caso doping riguardante il capitano della squadra ucraina, Darijo Srna.
Inizialmente la notizia pareva essere una voce giornalistica senza conseguenze, ma poi un comunicato della società ucraina e una relativa decisione del difensore l’hanno ufficializzata.

Lo Shakhtar ha infatti diramato, nella giornata di Venerdì, un comunicato nel quale confermava il fatto che “una sostanza proibita è stata trovata in un campione di controllo fornito da Darijo Srna il 22 marzo 2017″  e che per questo lo stesso calciatore “dopo aver consultato il club… ha deciso di non giocare finché la vicenda non sarà stata risolta affinché possa concentrarsi sulla preparazione della sua difesa legale”.

Nel confermare il proprio rispetto ed il proprio sostegno alla decisione del proprio tesserato, il club ha precisato poi di considerare “inaccettabile l’uso del doping nello sport e ribadisce la sua adesione all’idea di combattere il doping.”

Anche il calciatore ha voluto dire la sua in merito, confermando le parole del club e ribadendo la propria innocenza che vuole dimostrare nelle sedi preposte.

Ora, che il gesto di Srna sia corretto non è in discussione: in presenza di prove concrete ed in attesa di chiarire la situazione credo infatti che il “ritiro temporaneo” sarebbe una pratica della quale molti avrebbero potuto usufruire.

Io credo però che il caso specifico dimostri che il problema del doping è tutt’altro che debellato nel mondo dello sport e del calcio (quest’ultimo è comunque un mondo dove era da tempo che non si parlava di casi eclatanti a livello internazionale) quindi, oltre a sperare che Srna sia davvero innocente, anche se le analisi sembrano dire il contrario, spero anche si possa trovare nel più breve tempo possibile una soluzione definitiva che escluda il doping e tutti i soggetti che lo “sponsorizzano” dal calcio ed in generale dallo sport.

Dimitri Petta

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