Serie A: calcio “straniero” per 90 minuti

boxing day serie a tecnologia salvezza campionato carpi inizio panchine genitori weekend tim novità capolista giovane abbandono 18 squadre favole regina disabili Moviola testata rosa pesiAll’inizio del week end di Serie A appena terminato, i tifosi – e più in generale gli appassionati di calcio – che hanno seguito la gara tra Inter ed Udinese potranno dire di aver assistito ad una gara storica del calcio italiano: se per molti punti di vista questa stessa partita non ha avuto molti significati, infatti, è stata comunque una gara che entrerà negli annali del calcio perchè nessuno dei 22 titolari in campo era italiano (nel secondo tempo sono entrati D’Ambrosio, Pasquale ed il naturalizzato Eder, ndr).

Questo è molto probabilmente il segno della sempre più dilagante globalizzazione che il mondo del calcio, non solo in Italia, sta subendo. Da noi però, a differenza di ciò che succede in altri campionati, si è arrivati ad un’esagerazione, rappresentata dalla suddetta partita, che nonostante gli sforzi normativi introdotti da questa stagione in Serie A, non porta di certo alla valorizzazione dei talenti nazionali con il conseguente rischio di peggiorare sempre di più la qualità della nostra rappresentativa Nazionale maggiore.

A mio parere, quindi, la Serie A dovrebbe spingere maggiormente per la valorizzazione dei nostri talenti, pur senza contravvenire alle leggi di libera circolazione, come già capita ad esempio in Inghilterra o in Spagna: solo così potremmo salvaguardare i talenti italiani.

Aldilà del risultato (3 – 1) e dell’importanza storico – statistica di questa gara quindi, credo che la stessa sia stata la dimostrazione pratica del fatto che non sempre entrare nella storia è sinonimo di soli aspetti positivi.

Viva il calcio italiano.

Dimitri Petta

Precedente Nazionale: la maledizione degli impegni importanti Successivo Il giusto omaggio al Grande Torino

Lascia un commento

*