A ruota libera nel pallone: un rapporto particolarmente speciale

gencblogCome avevo detto nel post precedente, tra i lati positivi della mia condizione fisica ce n’è uno particolarmente legato al mondo del calcio e nello specifico al rapporto con la mia squadra del cuore: il Genoa.

In questo post voglio raccontare questa mia ulteriore particolare esperienza personale portandola come esempio del concetto espresso nella scorsa occasione.
Aldilà degli intenti comunque, sarò sincero ed ammetto che scrivere questo post mi emoziona particolarmente in quanto nel 2015 saranno esattamente 10 anni da quando questo mio particolare rapporto con la società rossoblu si è ufficialmente instaurato.

Ma ora veniamo al punto: i primi anni 2000 non sono stati anni tranquilli e felici per me dal punto di vista fisico tanto che, tra il Gennaio ed il Febbraio 2005, ho dovuto subire un intervento alquanto importante che mi ha costretto per molti mesi a letto con evidenti conseguenze sotto vari aspetti della mia vita.

Durante questo periodo di “riposo forzato” mia mamma, con la complicità di un amico di famiglia, che non lavorava nè lavora in alcun modo nel Genoa ma, come scoprii solo dopo, era ed è amico del preparatore dei portieri rossoblu Gianluca Spinelli, mi organizzò la sorpresa che diede inizio al tutto.
Sapendo che facevo fatica a muovermi dal letto mi disse di andare a prepararmi perchè questo nostro amico sarebbe venuto a trovarci e poi di aspettarlo tranquillamente a letto (la resistenza fisica non era di certo quella di oggi). Quando il nostro amico arrivò, mamma andò ad aprire la porta e poi rivolgendosi a me mi disse “Paolo è venuto con un collega posso farlo entrare?” Io ovviamente risposi affermativamente e dal lato della porta della mia camera si affacciò l’ex capitano rossoblu Giovanni Tedesco seguito dal suddetto preparatore dei portieri e da Paolo, ma in quel momento non feci troppo caso a loro diventai di tutti i colori e mi esaltai sin troppo (ci pensò la gamba a farmi capire che avevo esagerato 🙂 ).

Quando tornai “alla normalità” parlai un po’ con i tre ospiti e Tedesco tirò fuori una maglia ufficiale di Lazetic (serie B 2004/2005) ed un pallone che mi autografò lui stesso seduta stante. La visita terminò con l’invito rivoltomi da Tedesco e Spinelli di raggiungerli al “Signorini” (campo d’allenamento del Genoa) non appena mi fossi ripreso.

Riuscii a concretizzare questo loro invito solo il 28 Ottobre 2005, quando la squadra stava già disputando il campionato di Serie C1 al quale ci aveva condannati la giustizia sportiva, e da quel giorno il rapporto con la società rossoblu è sempre più saldo e bello.

Ho voluto raccontarvi questa mia esperienza consapevole del fatto che non tutti possono viverla, ma l’ho fatto perchè da quel giorno io ho ripreso la mia “salita morale” per tornare la persona che sono ora: sono infatti convinto che tutti, disabili e non, possano avere la loro occasione di trovare, in ogni fatto negativo della vita, un barlume di positività dal quale ripartire almeno moralmente, basta crederci e se anche non lo cercate sarà lui a trovare voi.

Dimitri Petta

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