Gigi Riva: un uomo diventato leggenda dello sport italiano

riva Triangolo SardegnaUomo di calcio dentro e fuori dal campo, rappresentante dell’Italia a livello internazionale (è stato team manager della Nazionale), grande campione del Cagliari (col quale ha vinto uno scudetto nel 1969/70) e della Nazionale (Campione d’Europa nel 1968): tutto questo e molto altro è stato ed è Gigi Riva, “rombo di tuono”.

Un uomo di sport che, proprio per tutti i motivi sopra citati ha ricevuto vari riconoscimenti nel corso della sua vita: “Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana per meriti sportivi” nel 1991, “Grande ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana per meriti sportivi” nel 2000, “Stella d’oro al Merito Sportivo” come dirigente accompagnatore della Nazionale Campione del Mondo nel 2006 sino ad arrivare al più alto riconoscimento sportivo riconosciutogli dal C.O.N.I. a fine 2016 e consegnatogli ieri allo Stadio Sant’Elia, il “suo” stadio (è nato a Leggiuno, provincia di Varese, ma è una leggenda del Cagliari Calcio) , dal presidente Giovanni Malagò in presenza dell’attuale presidente del Cagliari Tommaso Giulini, in occasione della gara tra Cagliari e Juventus: il Collare d’oro al Merito sportivo.

Tra i successi ottenuti in carriera da Gigi RIva si possono poi ricordare i tre titoli di capocannoniere della Serie A (1966/67, 1968/69, 1969/70) ed i tre titoli di capocannoniere della Coppa Italia (1964/65, 1968/69 e 1969/70).

Tra i riconoscimenti postumi rispetto alla sua carriera possiamo invece ricordare  l’inserimento nelle Leggende del calcio del Golden Foot (2005) e nella Hall of Fame del nostro calcio (2011).

Riva è inoltre il miglior marcatore della storia della Nazionale (35 gol) e detiene (con Bettega, Sivori, Pernigo, Orlando e Biagi) il primato di aver segnato una quaterna (o poker) in una partita in maglia Azzurra.

Io, quando Gigi Riva giocava, non ero neanche nato, ma questo non mi ha impedito di vedere le immagini delle sue gesta e di avere informazioni sulla sua importanza per il nostro calcio.

Onore a te Rombo di Tuono.

Dimitri Petta

 

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