Post.it #Euro2016 – La “maledizione” delle finali in casa

maledizione semifinali quarti considerazioni austria girone croazia POST francia inghilterra germaniaA qualche giorno dalla fine di Euro2016, vinto come sappiamo dal Portogallo, eccoci arrivati all’ultima puntata della rubrica dedicata al torneo che ha confermato la “maledizione” delle finali disputate dalla Nazionale del Paese ospitante.

Ovviamente il termine usato vuole essere un’estremizzazione che racchiuda quanto accaduto quest’anno alla Francia e 12  anni fa quando la stessa situazione capitò proprio al Portogallo contro la Grecia di Charisteas in una finale terminata 0-1 esattamente come quella andata in scena allo Stade de France pochi giorni fà.

Se quella che ha colpito la Francia fosse davvero una “maledizione”, si potrebbe dire che il Portogallo quest’anno l’ha esorcizzata da sè trasferendola ai transalpini, il cui unico problema sarà ora come liberarsene a loro volta: dal 2020 infatti gli Europei saranno infatti itineranti e non ospitati da un solo Paese o due (vedi Belgio-Olanda 2000, Austria-Svizzera 2008 o Polonia-Ucraina 2012,ndr) e l’unico modo che gli uomini di Deschamps possono avere per levarsi il tutto dal groppone sarebbe arrivare in Finale e sperare di vincere avendo davanti la Nazionale del Paese ospitante la Finale (nel 2020 l’Inghilterra, visto che la Finale sarà allo Wembley Stadium, ndr).

Passando al campo e tralasciando la “maledizione”, nella finale delle brave e fortunate (una non ha mai vinto entro i 90 minuti se non in Semifinale, l’altra ha iniziato vincendo sempre nrgli ultimi minuti, ndr) non è bastato ai padroni di casa mettere fuori dai giochi l’uomo più rappresentativo degli iberici (Cristiano Ronaldo) per portare a casa un trofeo strappatogli dall’ “outsider” Eder ai supplementari, quando tutto faceva presagire che si sarebbe andati ai calci di rigore.

La vittoria portoghese ed in generale tutto questo Europeo sono comunque a mio avviso la dimostrazione che il calcio non è una scienza esatta e che se sula carta è facile dire che X è favorito su Y (si pensi a Inghilterra ed Islanda ad esempio) il campo è subito pronto a stravolgere ogni previsione (e meno male…).

Dimitri Petta

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