Non insegnate ai bambini…

bambini ibra roja zenga presidenza blatter platini crozza tecnologia ENS italiane europa league calcio Licenza Uefa ricordo fuorigioco Europa League uefa tifo baggio matematica Napoli Muntari“Non insegnate ai bambini…la vostra morale, è così stanca e malata potrebbe far male…una grande imprudenza è lasciarli in balia di una falsa coscienza…non indicate per loro una via conosciuta o se proprio volete insegnate soltanto la magia della vita” in queste poche parole di Giorgio Gaber è racchiuso molto più di quanto non sembri e, sempre in esse così come in un’altra frase presa dalla stessa canzone (“l’unica cosa sicura è tenerli lontano dalla nostra cultura…ma se proprio volete raccontategli il sogno di un’antica speranza”), è racchiuso a mio avviso un messaggio sociale riportabile anche al mondo del tifo calcistico italiano, o almeno di parte di esso.

Spesso, anche “grazie” ai media, del tifo calcistico italiano viene mostrata solo la faccia più brutta, quasi la morale del tifoso fosse solo, appunto, quella stanca e malata capace solo di dare falsa coscienza allo spettatore esterno e specialmente a un bambino, proprio come cantava il cantautore milanese, riferendosi però all’intera nostra società.
L’unica cosa sicura”, dice lui, “è tenerli lontani dalla nostra cultura” e se per cultura calcistica si intendono le brutture sopra descritte non si può che dargli ragione: meglio allora, prendendo ad esempio la parte buona del tifo calcistico presente in Italia, insegnar loro la magia della vita (calcistica) e raccontare loro il sogno che si possa tornare ad un calcio ed un tifo, più puliti magari, sempre parafrasando il signor G, coltivando questi valori in noi, nel cuore e nella mente: questo ci aiuterà a trasmettere ai bambini che il calcio è divertimento e nient’altro.

Per fortuna qualcuno, nel mondo del tifo, già sta provando a far cambiare rotta, ora cerchiamo di far espandere questa nuova cultura a macchia d’olio.

Grazie signor G.

Dimitri Petta

Precedente A ruota libera nel pallone: un rapporto particolarmente speciale Successivo Il calcio è un altra cosa

Lascia un commento

*