Il lato brutto dei Derby,in campo e fuori

essere altra bilanci sto Moggi facile ignorante campo quelloI Derby, senza distinzione di città, dovrebbero essere la festa del calcio cittadino, il momento culminante di uno sfottò che dura 365 giorni l’anno (366 negli anni bisestili 🙂 ), la resa dei conti sportiva tra le due “parti” della città. Talvolta però questo idillio sportivo è rovinato da alcune situazioni, più o meno gravi ma comunque tutt’altro che positive, che si verificano in campo e fuori: situazioni che non fanno bene al calcio e che, aldilà della foga agonistica che è maggiormente scusabile in campo, non possono dirsi buoni esempi per le generazioni future.

Per meglio spiegare a cosa mi riferisco, preferisco fare qualche esempio dividendo tra campo e tifoseria:

IL BRUTTO IN CAMPO

L’ho già detto e lo ripeto: nei Derby la tensione agonistica è sempre alle stelle e questo può parzialmente giustificare certi episodi: nonostante questo non si può non ammettere che le risse (reali o sfiorate) ed i continui contrasti duri siano cose che rovinano uno spettacolo spezzando altresì totalmente il gioco.

Altra situazione “di campo” comprensibile ma comunque brutta da vedere “dall’esterno” (ovvero se non si è tifosi delle squadre coinvolte o si riesce comunque a valutare le cose in modo “sportivo”) riguarda le esultanze dei giocatori sotto le curve avversarie: questo può essere normale un po’ come sfottò ed un po’ come situazione normale se si è segnato da quel lato del campo, ma può (e solitamente è così) dare fastidio creando nervosismo e brutte reazioni sia in campo che fuori (potrei dire citofonare Suso – Viviano, ma qui gli esempi si sprecano…)

IL BRUTTO FUORI DAL CAMPO

L’ultimo caso di cui ho parlato sopra può creare nervosismo anche tra i tifosi che possono “sfogarsi” con insulti o con gesti ancora più ecclatanti e brutti che rischiano di fare vittime anche tra chi non c’entra nulla.
Anche qui per un esempio concreto mi viene, sfortunatamente, in soccorso quanto accaduto al momento del primo gol di Suso nel Derby della Lanterna di ieri: un asta di bandiera è infatti arrivata dalla gradinata blucerchiata colpendo un fotografo provocandogli danni al naso. Ecco, anche qui il nervosismo non è più utilizzabile come scusante, perchè la violenza è sempre e comunque da condannare e qui si potrebbero tirare fuori anche gli scontri che talvolta capitano anche fuori dallo stadio (situazione che, ad onor del vero, capita anche in occasione di partite che Derby non sono).

Altro aspetto brutto dei Derby è quello delle “false notizie”: mi riferisco in particolare a quanto accaduto a Roma con la simulata morte di un bambino investito per far sospendere la partita. Questo non solo non è un comportamento “da tifosi”, ma non è un comportamento rispettoso nei confronti di chi sta giocando, di chi vorrebbe vedere quella partita e di chi, magari, ha avuto veramente delle situazioni simili a quelle paventate.

Ecco, quando si parla di Derby sarebbe bello ricordarsi anche di queste situazioni e prenderle da esempio per migliorare, almeno in questo senso, il mondo del calcio.

Dimitri Petta

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