Ex giocatori come allenatori di Serie A senza “gavetta”: idea giusta o scommessa persa?

Questa stagione calcistica ci ha dato una certezza: le squadre di Serie A ed alcune di Serie B vogliono dare fiducia, come allenatori, ad ex giocatori che hanno smesso di calcare i campi di calcio da molto poco, piazzandoli subito in prima squadra senza nemmeno un po’ di “gavetta” in qualche panchina giovanile.
Visti i risultati viene però da chiedersi se tale scelta sia stata realmente la migliore da poter prendere: gli allenatori che prima di sedersi su importanti panchine di serie A hanno fatto un percorso più o meno lungo in serie C, serie B o sono prima passati da settori giovanili dei grandi club (leggasi Roma e Juventus) per poi passare alle cosiddette squadre “minori” della massima serie prima di accomodarsi su panchine storicamente importanti (si pensi a Gasperini oMontella) hanno poi dimostrato di aver un valore che ne “giustificasse” l’ingaggio da parte di squadre come Genoa, Inter e Fiorentina; in questa stagione invece la scelta di molte squadre di affidare la panchina a mister completamente esordienti (leggasi Gattuso) o poco avvezzi a determinate pressioni (leggasi Liverani) si sono dovuti ricredere e affidarsi a stagione in corso ad allenatori più esperti come Gasperini e Iachini.
Per questo mi sorge un dubbio (e neanche troppo piccolo) sulla decisione del Milan di affidare sin da subito la panchina all’ex giocatore Clarence Seedorf.  Il dubbio in questione non nasce solo dal fatto che si tratta di un esordiente (l’olandese, di fatto, era già una sorta di allenatore in campo a detta di molti se non di tutti), ma anche e soprattutto dal fatto che gli è stata affidata a stagione in corso una panchina di un club che, pur non avendo ormai nulla da dire quest’anno in ottica scudetto, è ancora in lizza per trofei quali la Tim Cup e la Champions e ritengo che la sua inesperienza concreta fuori dal campo possa rappresentare in questo caso un rischio non di poco conto.
Ovviamente tengo a precisare, per non creare polemiche inutili coi tifosi milanisti, che la mia è una paura basata sugli esempi già forniti da questa stagione calcistica in merito, non dettata dalla mia fede calcistica. Mi auguro invece per loro che ciò che ho scritto qui sopra non si avveri. E se chi ben comincia (anche se su rigore) è a metà dell’opera…
Mi piacerebbe comunque sapere anche la vostra opinione in merito, di qualunque fede calcistica voi siate: aldilà del caso specifico sopra citato, credete che l’affidare una panchina importante ad un “esordiente della panchina” sia una cosa giusta (o comunque comprensibile) o sia invece troppo rischioso?
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