Elezioni e calcio: per fortuna che non siamo in Spagna

secondo barça spagna guardiola spendereSinceramente io sono felice che a tutte le falle del nostro sistema calcistico, non si debbano aggiungere i rischi provenienti dall’elezione del Presidente del nostro club del cuore come capita in alcuni club in Spagna.

“Ma come?” direte sicuramente voi “Il nostro calcio è pieno di scandali, scommesse, indagini e tu ti preoccupi dell’elezione del Presidente del club?” La mia risposta a tutta questa indignazione è si ed ora vi spiego il perchè: proprio perchè il nostro calcio fa già fatica a fare i conti con tutti i problemi che già ha, credo che se i tifosi, che con i suddetti scandali non vanno a nozze, dovessero ascoltare promesse “elettorali” destinate magari a rimmanere incompiute,  si sentirebbero ancor più presi in giro ed il piacere di seguire il calcio, che già sta calando a causa dei suddetti scandali, scemerebbe ulteriormente.

Il tifoso italiano infatti sa bene che talvolta i presidenti, anche senza rischio di perdere il posto, fanno proclami che spesso non vengono poi mantenuti, figuriamoci se questo avvenisse a seguito di un elezione.
Pensate infatti se, come già avviene in Spagna, il candidato presidente promettesse un super acquisto, magari sbilanciandosi sul nome e poi, una volta eletto, non provasse o non riuscisse a portarlo a termine cosa potrebbe accadere: sarebbe l’insurrezione “popolare” con tanto di accuse e contestazioni.

L’azionariato popolare in stile Barcellona (dove dal 1978 il presidente è eletto per suffragio universale e possono votare ed essere votati tutti i soci e socie del club che hanno compiuto 18 anni, con alle spalle almeno un anno di adesione al club) può funzionare forse in realtà piccole qui in Italia, ma nel “calcio dei Grandi” non potrà mai portare a mio avviso nulla di positivo almeno finchè non si risolveranno definitiva mente tutti gli altri problemi.

Quindi spero vivamente che il nostro calcio si avvicini  piuttosto a quanto si vede in Inghilterra, come almen apparentemente sembrava dover essere visto l’abbattimento delle barriere ad esempio a Torino, rispetto a quanto si vede in Spagna, a meno che non si parli di calcio giocato: quella è un’altra storia…

Dimitri Petta

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