Disabili e calcio: Sampdoria,tifosi in protesta

 

sport stadio direttiva coincidenzeOggi non parlo da tifoso genoano ma da tifoso disabile e lo faccio dopo aver letto nei giorni scorsi sul sito di un’emittente locale genovese che la questione dei biglietti ai disabili, da sempre problematica, è stata al centro di proteste da parte di tifosi, disabili appunto, della Sampdoria: queste persone si sono infatti lamentate del fatto che gli venisse chiesto di pagare un biglietto ridotto per l’entrata allo stadio.

La società blucerchiata, dal canto suo, ha risposto spiegando che in linea di massima non è cambiato nulla rispetto agli anni passati visto che  chi è disabile in carrozzina non paga assolutamente niente e continuerà a non pagare, al pari dell’accompagnatore, mentre chi manifesta altre forme di disabilità che non gli impediscono di camminare paga un biglietto ridotto e, se certifica di avere comunque bisogno di un accompagnatore, quest’ultimo usufruisce di un biglietto di servizio a titolo gratuito.

La spiegazione della società blucerchiata continua con la precisazione generale secondo cui “In certi stadi c’è addirittura il numero chiuso per i disabili, la stessa Figc considera come tali solo coloro che si avvalgono della carrozzina” e con il voler assicurare che “Non esiste alcuna volontà di fare cassa, la società è molto sensibile a queste problematiche, salvaguardando soprattutto il diritto di chi è in carrozzina di poter continuare ad andare allo stadio con l’accompagnatore a titolo completamente gratuito”.

Considerando il fatto che, come riportato dal suddetto articolo, in media nella scorsa stagione sono stati più i disabili deambulanti presenti allo stadio rispetto a quelli non deambulanti (si parla delle sole partite blucerchiate) mi sorgono due semplici e spontanee domande:

1) Che senso ha, nella situazione sopra descritta, far pagare il disabile “gravando” (anche se in maniera minore) su una situazione molto spesso già non facilissima e non far pagare invece l’accompagnatore?

2) Se è vero che il tutto parte dalla visione che la FIGC ha della disabilità, non sarebbe il caso di ridiscutere tali parametri e rendere più semplice l’accesso agli stadi per tutti i disabili?

Domande che forse non troveranno una risposta a parole, ma che spero presto la possano trovare con fatti concreti

Dimitri Petta

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