Derby? Meglio la sera

derbyL’avvicinarsi del Derby di Genova e, precedentemente, quelli giocati a Roma e Torino mi hanno portato a riflessioni: la prima di queste riguarda il fatto che ormai i calendari hanno equiparato queste partite alle altre, programmandole in orari diurni (spesso alle 15).

Derby? Non è una partita come le altre

Sinceramente questa scelta non mi vede assolutamente d’accordo innanzitutto perché il Derby, in qualunque città e momento della stagione si giochi, non può nè potrà mai essere considerato una partita come le altre: il Derby dura 365 giorni l’anno  (366 negli anni bisestili), non limitandosi al campo ma animando la città ogni giorno con gli sfottò  (accettabili se “educati”) e con la sfida “a chi arriva sopra” che dura per tutta la stagione.

Di giorno o di sera: come “cambia” l’atmosfera

Anche per questo motivo, i Derby meritano a mio avviso di essere giocati in orario serale (20:45): quello è infatti l’orario che dà loro, anche mediaticamente parlando, il giusto risalto oltre a creare la giusta atmosfera per lo spettacolo che si crea sugli spalti e si spera continui sportivamente sul campo, rendendo il tutto maggiormente godibile e trasmettendo emozioni “speciali” a chi ne sia spettatore allo Stadio così come in tv.

La foto che vedete qui è stata fatta in tutt’altra occasione ed a stadio vuoto, ma credo possa benissimo far capire che sensazioni e che atmosfera si vive in queste condizioni quando si gioca una partita, specie una così speciale: io ne ho vissute tante sia allo stadio che da casa e credetemi: la differenza si sente.

W i Derby

Dimitri Petta

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