Derby di Genova: una “nuova” chiave di lettura 

sport stadio direttiva coincidenzeIl derby a Genova non è mai c’entrato nulla con il calcio, soprattutto in quel periodo storico in cui le due squadre cittadine si barcamenavano tra le zone basse della serie A e la serie B. Il derby è sempre stato un irrazionale senso di appartenenza, o di qui o di là. Bianco o nero. Bello o brutto. Buono o cattivo. Fratello o nemico. In alcune zone del mondo ci si odia per la politica o per la religione, a Genova ci si è sempre odiati per il calcio. La stracittadina non è mai stata una partita, è sempre stata la partita. Un confronto che non si esaurisce in 90 minuti ma che ne dura ben 525.,600. Tutto l’anno… I derby va vinto sul campo e sugli spalti, per riuscirci c’è bisogno della partecipazione di tutti gli appassionati…”

Queste non sono parole mie ma sono estratte dal libro di un amico: sto parlando de “Il bar dei cani” scritto da Graziano Cutrona.

Ecco per  descrivere al meglio il Derby di Genova (che, per il girone di ritorno 2016/17 andrà in scena Sabato 11 Marzo) ho scelto questo estratto perché credo non si possano trovare parole migliori per farlo: anche se si riferiscono ai Derby degli anni ’80, le trovo infatti molto attuali.

Rispetto a quanto scritto dall’amico Graziano, non credo però che per il Derby della Lanterna si possa parlare di vero e proprio odio tra i tifosi  se non in casi estremi ( a meno che non si intenda il termine in senso ironico o volutamente esagerato).

Del lato brutto dei derby (intesi in senso generale) ho infatti già parlato e credo che sia ora il caso di notare che  quello genovese è uno dei più tranquilli da ogni punto di vista citato nel post sopra linkato.

In poche parole, il Derby, a Genova, è soprattutto un continuo sfottò, comunque vada a finire: se non è per la partita è per il primato cittadino in classifica o per il calciomercato.

Dimitri Petta.

Per chi fosse interessato ad acquistare “Il bar dei cani” o a saperne di più: http://www.grazianocutrona.com/#page/66

 

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