Caso Catania: ora sia fatta giustizia

cataniaHo riflettuto prima di scrivere queste righe ma sinceramente il mio pensiero in merito non è cambiato quindi, cercando di usare toni meno esagerati possibile e precisando sin d’ora di non avere nulla contro il Calcio Catania ed i suoi tifosi, vi propongo la mia riflessione ed il mio appello sul cosiddetto “Caso Catania” uscito da poco agli onori (si fa per dire) delle cronache.

Da amante del calcio, oltre che da genoano quale non ho mai nascosto di essere, non posso negare che questa vicenda mi abbia fatto tornare in mente un caso che vide coinvolta, con relative intercettazioni ed in relazione ad una sola partita (l’ultima con il Venezia della Serie B 2004/05), la mia squadra del cuore: in quel caos oltre al processo ordinario venne istituito un processo sportivo dal quale il Genoa uscì con le ossa rotte (da promosso in A sul campo a retrocesso in C1 Girone A in Tribunale).

A mente fredda e ricordandomi, oltre alle suddette intercettazioni, come andò quella partita sul campo non posso negare che qualcosa di strano ci fosse, ma continuo a ritenere che la pena sportiva cui fummo condannati fosse esagerata.

E’ vero che in quel caso nessun arresto da parte della giustizia ordinaria è stato compiuto, ma non è ai giudici ordinari che mi voglio riferire ed appellare ora, bensì solo ed esclusivamente a quelli sportivi.

E’ infatti a loro che chiedo, senza esprimere sentenze che non mi competono e sulla scia del comportamento tenuto nel 2005 e di quelli tenuti successivamente con Calciopoli, col Calcioscommesse e con i casi Uefa (per i quali il Genoa non ha potuto quest’anno partecipare, giustamente per regolamento, all’Europa League ed al suo posto, dopo un ulteriore giusto intervento del massimo organo calcistico europeo, è andata la Sampdoria), in presenza di prove concrete come possono essere delle intercettazioni telefoniche, di adottare lo stesso metro di giudizio utilizzato nei casi sopra citati, il resto verrà da sè…

Dimitri Petta

 

Precedente Elezioni e calcio: per fortuna che non siamo in Spagna Successivo Addio comproprietà: le soluzioni alternative saranno meglio?

Lascia un commento

*