Donnarumma e il “non caso” del contratto

pioliQuello di Gianluigi “Gigio” Donnarumma, 18enne portiere del Milan, è un nome che si è sentito spesso nel corso di quest’ultima stagione calcistica, prima per le sue prestazioni in campo e poi per la sua situazione contrattuale: dalla risoluzione negativa di quest’ultima  è scaturito un vero e proprio polverone di polemiche e a quello che definirei un “non caso”.

A 18 anni trovo infatti possa essere normale che un ragazzo, anche se già nel giro della Nazionale Under 21, voglia affidarsi ad una persona più grande ed esperta per gli aspetti contrattuali e burocratici legati alla propria carriera professionale e solo successivamente, con l’avanzare dell’età e dell’esperienza, pensare di far pesare le proprie scelte “di cuore”: sono infatti pochi i calciatori che hanno da subito questa forza emotiva.

A proposito di quest’ultimo aspetto, sui social ho letto che nel criticare il mancato rinnovo, qualcuno ha paragonato il comportamento del portiere rossonero a quello del centrocampista del Napoli, Marek Hamsik che nel 2011 ha rotto i rapporti con l’agente (lo stesso di Donnarumma, ndr) dopo aver rifiutato un trasferimento al Milan.
Questo accostamento è però stato fatto apparentemente senza calcolare un piccolo ma non insignificante particolare: a quei tempi, infatti, lo slovacco aveva 24 anni e non i 18 attuali del giovane italiano con tutte le evidenti differenze del caso, prima di tutto proprio dal punto di vista dell’esperienza.

Aldilà di questi ragionamenti personali, è innegabile il dispiacere che si prova nel vedere un ragazzo così giovane rifiutare, tramite il proprio agente, un contratto pluriennale e plurimilionario magari per la speranza di andare in club che giocheranno la Champions League ma nei quali, a mio avviso, non avrebbe la certezza di giocare quanto potrebbe servirgli per crescere.

Questo “non caso” potrebbe quindi definirsi chiuso, ma se ne potrebbe aprire un altro: quello sulle “colpe”.

Da una parte, infatti, l’amministratore delegato rossonero, Marco Fassone, ha dichiarato dopo l’incontro con Mino Raiola (agente del ragazzo) che la decisione di non rinnovare sarebbe stata presa dallo stesso Donnarumma e forse proprio queste parole hanno causato il polverone di insulti, accuse e polemiche rivolte al ragazzo in questi giorni: dall’altra però, il suo agente (Mino Raiola, nda) aveva dichiarato il 27 Maggio ai microfoni della trasmissione di Radio Deejay “Deejay Football Club” che nel suo lavoro deve fare gli interessi dei suoi giocatori, interessi che “certe volte non vanno d’accordo con quelli delle società” aggiungendo poi “la responsabilità me la prendo tutta io e quindi sarà colpa mia se non ci sarà rinnovo e se invece il rinnovo ci sarà, sarà tutto merito di Donnarumma”.

Quindi la domanda sorge spontanea: il “non caso” Donnarumma è davvero chiuso?

Dimitri Petta

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