L’importanza dell’essere…

essere altra bilanci sto Moggi facile ignorante campo quelloDa profano del mondo calcistico, o se preferite da semplice tifoso, sono riuscito ad addentrarmi in determinati “meccanismi” solo da qualche anno ed ho cercato di capire cosa vuol dire essere parte di questo mondo-

In questi anni mi sono reso conto che nei vari “settori” in cui possono dividersi i cosiddetti addetti ai lavori esistono vari tipi di persone: ci sono quelli più disponibili, quelli meno disponibili, quelli “menefreghisti” e quelli che si elevano a qualcosa che non sono, almeno direttamente parlando…insomma quello calcistico è un microcosmo in cui vivono varie “comunità” formate da gente di ogni tipo, come normale che sia.

Non voglio fare nomi né accusare nessuno ma, con quanto scritto sopra, voglio semplicemente dire che il mondo del calcio in tutte le sue componenti non è diverso dal resto del mondo che ci circonda e che, se si vuole “sopravvivere” in questo microcosmo, come nella vita di tutti i giorni, bisogna saper accettare il carattere di ognuno e comportarsi di conseguenza sempre con rispetto reciproco.

Le esagerazioni, in senso positivo o negativo che siano, possono sempre essere controproducenti e portare talvolta a giudizi sbagliati sulle persone che le attuano: a volte non è semplice calmi o zitti, ma è la migliore medicina per non incorrere in spiacevoli situazioni od equivoci in futuro.

Questa è una “lezione” che forse tutti (me compreso) dovrebbero imparare: l’importante spesso sembra più l’apparire piuttosto che l’essere se stessi, ma le maschere prima o dopo rovinano o si rovinano, e non solo nel mondo del calcio…

Dimitri Petta


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