Genova e Roma: due pesi due misure? Forse no…

Moviola testata rosa pesiCi ho pensato un po’ prima di scrivere questo post, poi ho deciso di farlo, iniziando però con una doverosa premessa. Credo infatti di essere un tifoso atipico per molti aspetti e tra questi c’è anche il fatto di non usare due diversi “pesi” (o se preferite metri di valutazione – quello generale e quello da tifoso appunto)  analizzando ciò che succede alla mia squadra del cuore rispetto a quanto accade alle altre, anche quando si tratta di “rivali” storiche: con questo non voglio dire che non mi dispiaccia o non mi arrabbi se alla mia squadra accadono cose che possono dispiacere, infastidire o far arrabbiare, ma che quando le stesse possano da un punto di vista generale essere considerate comprensibili (se non corrette), la rabbia lascia in me spazio alla ragione.

Ecco, a costo di sembrare nuovamente atipico applicherò questo metro di giudizio anche questa volta nel dare la mia opinione sulle diverse decisioni prese dal signor Piero Giacomelli di Trieste in Roma – Sampdoria e dal signor Luca Banti di Livorno in Genoa – Fiorentina.

Anche se a molti, quello del fischietto toscano può essere sembrato un atteggiamento volto a “favorire” i viola nei confronti dei rossoblu, visto come si stava mettendo l’incontro, mentre a Roma questa volontà non ci sarebbe stata (e quindi sarebbero stati applicati pesi o se preferite misure volutamente diversi/e), io invece credo che alla base della decisione di rinviare la gara del “Luigi Ferraris” di Genova ci sia stato un diverso modo di valutare il terreno di gioco, che in effetti ha impianti di drenaggio totalmente diversi da quelli dell’Olimpico di Roma dove dopo 80 minuti circa si è ripreso invece a giocare.

In altre parole io non credo che la scelta fosse dovuta ad un discorso legato alla classifica o a giochi di potere, ma che invece tale decisione sia figlia di una scarsa fiducia, se così si può definire, nella capacità di drenare del terreno dell’impianto genovese e mi accodo a quanto ho sentito dire da un ex arbitro come Graziano Cesari il quale ha elogiato la decisione del fischietto di Livorno ed ha invece ritenuto esagerato il tempo che il fischietto triestino ha voluto aspettare prima di prendere la decisione definitiva, ritenuta dall’ex direttore di gara sbagliata.
Più che sbagliata, però, io definirei “rischiosa” la decisione presa all’Olimpico visto che un terreno che difficilmente poteva comunque dirsi in perfette condizioni, poteva essere causa di pesanti infortuni che poi, fortunatamente, non si sono verificati e mi chiedo: se a Genova si fosse giocato e gli infortuni si fossero verificati, coloro che oggi si lamentano del rinvio e del poco tempo aspettato per deciderlo come avrebbero reagito?

A pensarci bene però tanto sbagliato il mio ragionamento non è se è vero che, come ho visto sul web, il tecnico dei rossoblu Ivan Juric ha dichiarato che a suo avviso il rinvio è stato giusto nonostante la cosa possa dispiacere, e dispiaccia, visto come stavano giocando Pavoletti e compagni (qui il video)

Inoltre, secondo le voci che mi sono arrivate, sembrerebbe che nella capitale i giallorossi non volessero subito rientrare in campo: questo potrebbe farmi pensare, se applicassi la stessa mentalità che vedo applicare coloro che vedono del “marcio” nella decisione genovese, a un ribaltone sdel risultato “studiato” appositamente per favorire la squadra che era, sino a quel momento, in svantaggio (1 – 2) e che appunto non sarebbe voluta, se le voci corrispondessero a verità, rientrare in campo: a confortarmi in questa teoria ci sarebbe anche il dubbio sul rigore assegnato a Dzeko dal quale poi è scaturito il 3 a 2 finale.
Rivedendo bene le immagini legate all’episodio sopra citato da diverse angolazioni, però, si noterà che, nonostante i dubbi sul fatto che il romanista abbia accentuato la caduta rimangono (anche se l’allenatore giallorosso, Luciano Spalletti, sembra implicitamente escluderli nella sua analisi – qui il video), il contatto c’è in effetti stato e quindi il rigore poteva, anzi forse doveva, essere dato: ho invece trovato esagerata, visto il dubbio di cui sopra, la decisione di ammonire l’autore del fallo. Ecco che quindi i pensieri ipotetici sopra esposti vengono a cadere.

So che il calcio è passione e non razionalità e concordo sul fatto che possa dispiacere e/o infastidire il rinvio di una partita, specie se poco più di un’ora dopo le condizioni del campo potevano essere (o almeno sembrare) migliorate al punto da consentire lo svolgimento della gara: prima di parlare di due pesi e due misure non avendo la sfera di cristallo, però, cercherei di valutare le situazioni a 360° mettendosi nei panni di chi quella decisione la deve prendere valutando più di un fattore.

Questa è la mia opinione aldilà delle squadre coinvolte, ovviamente comunque rispetto ogni opinione altrui.

Dimitri Petta

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