Cessione societaria? Meglio fuori calciomercato

cessioneDa qualche mese a questa parte, nella Genova calcistica si parla della trattativa riguardante la cessione societaria del club più antico d’Italia: una situazione che,  una volta venuto allo scoperto il principale soggetto acquirente (non l’unico) e passato il mese di Agosto senza che alcuna novità concreta in merito sia stata ufficializzata, ha portato  alcuni tifosi a “lamentarsi” del fatto che si sia voluta aspettare la fine del calciomercato prima di definire la cessione societaria vedendo in questo chissà quali dietrologie.

Tutto ciò mi ha portato a riflettere su un aspetto che è, a mio avviso, solo apparentemente secondario: quello relativo ai tempi della trattativa.

Sotto questo aspetto, per quanto io possa comprendere lo stato d’animo di coloro che nel caso sopra citato avrebbero voluto una cessione in tempi brevi, non riesco a condividere totalmente il loro pensiero.

Penso infatti che la cessione di qualunque società calcistica fatta nel bel mezzo di una sessione di mercato possa ritenersi economicamente incomprensibile: un qualunque movimento di mercato , infatti, potrebbe far cambiare il valore economico dell’intera società e quindi dell’intera operazione: per questo motivo, ritengo giusta la scelta di concludere (od anche solo cercare di concludere) una trattativa di questo tipo e di questa importanza prima o dopo una sessione di calciomercato, quando il valore della società può essere definito “stabile”.

Ovviamente anche una scelta di questo tipo non può essere sinonimo di una chiusura positiva al 100%, ma di questo ci si dovrebbe a mio avviso occupare (in positivo o in negativo) una volta che dalle voci si passerà alle notizie concrete e confermate: fasciarsi la testa prima del tempo è, a mio avviso, sempre e comunque controproducente.

Dimitri Petta

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