Calciomercato: i tempi sono importanti (parte 2)

parole importantiCome facilmente intuibile dal titolo del post precedente, il mio ragionamento sugli importanti tempi del calciomercato non era ancora finito, infatti voglio continuarlo qui spostando però l’attenzione sulle dichiarazioni dei tesserati prima, durante e dopo le visite mediche di rito. Se è vero che certe dichiarazioni sono normali da parte dei calciatori in procinto di trasferirsi, infatti, è anche vero che certe dichiarazioni andrebbero poste meglio o perlomeno fatte quando si hanno più certezze.

Ecco che anche in questo caso si può notare come tempi e modi siano importanti nel calciomercato come nella vita e se prima me la potevo prendere se un giocatore mi pareva avere un atteggiamento cauto ai limiti del menefreghismo quando rilasciava le prime dichiarazioni post visite mediche, adesso non mi stupisco ne mi “arrabbio” più visto che in certi casi le certezze che qualche giorno prima sembrano arrivare da una parte (ad esempio presidenti) qualche giorno dopo sembrano sgretolarsi attraverso le parole di altri soggetti tesserati (giocatori piuttosto che medici o staff tecnico): a volte può essere il gioco delle parti, altre un semplice aver sbagliato involontariamente i modi e/o i tempi nei quali esprimersi, tempi e modi che possono portare i tifosi/ gli ascoltatori/ i lettori a fraintendere quelle stesse parole e pensare che una trattativa che sembrava conclusa possa invece all’ultimo saltare anche quando così non è…

La soluzione? Potrebbe ad esempio essere quella di imporre ai propri tesserati il silenzio sul mercato almeno sino a che le visite mediche non siano totalmente concluse e le decisioni non siano definitive, perchè come ho già detto le parole, anche nel calciomercato, sono importanti e possono essere un’arma a doppio taglio: possono far male a chi le ascolta o le legge, ma anche a chi le ha dette… specie se poi ciò che dovrebbe accadere non accade…

Dimitri Petta

(qui la prima parte)

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