Calciomercato: i tempi sono importanti (Parte 1)

futuro calciomercato giorno inizioCome sapete, per alcuni dei miei post le opinioni riguardanti il mondo del calcio (anche quando sono generali) sono ispirate da quanto vedo accadere nell’ambiente a me geograficamente e calcisticamente più vicino ma, quando si tratta di calciomercato mi accorgo di quanto tutto il mondo (del calcio e del tifo) sembri essere davvero paese, anche se i tempi sembrano cambiare.

Capita così che appena escono le voci su una possibile cessione di un giocatore importante per la nostra squadra del cuore il calcio spesso venga dato alla razionalità ed il tifo si divida (ancor prima della conferma legata a questo tipo di trattative) tra chi lo saluta con pacatezza, augurandogli magari il meglio per il futuro e capendo che dietro ad una tale scelta possano esserci varie motivazioni che di certo un tifoso non è portato a razionalizzare  (dal prestigio al fattore economico per la società o il giocatore ad esempio) e chi invece, sentendo le prime gioiose dichiarazioni del ragazzo ai media locali di quella che dovrebbe essere la sua nuova città parte con insulti ed auguri di infortuni.

Ebbene, ora è soprattutto a questo secondo gruppo che mi voglio rivolgere e, lo sottolineo, non sto facendo alcun riferimento specifico a squadre o giocatori visto che in questi anni l’ho visto e sentito fare dappertutto.

Premettendo che infortuni, stampelle e cose varie non li augurerei neanche al mio peggior nemico perchè so cosa si prova a essere in certe condizioni fisiche, a questi tifosi voglio, semplicemente e con il massimo rispetto, rivolgere due domande.

La prima legata ai tempi che passano: a parte qualche rarissima eccezione (Totti ad esempio) credete ancora esistano le cosiddette bandiere nel calcio? Beh, a mio avviso non è così: ci può essere il giovane legato al club con un agente che tiene alla sua crescita ed allora quel ragazzo resterà qualche anno nella stessa squadra ma, se davveri vale, prima o poi il top club di turno arriverà a prenderselo e lui andrà non per ingratitudine verso il club precedente ma perchè vuole che i suoi sforzi vengano ripagati anche a livello di prestigio personale. In altre parole, se così non fosse, mi sembrerebbe come se una persona non lasciasse il suo posto di impiegato nell’azienda A per un posto più importante nella più florida ed importante azienda B che magari lo paga il doppio o il triplo: voi lo fareste?

La seconda domanda riguarda i tempi legati ai commenti: non sarebbe meglio riflettere su vari aspetti  (ad esempio X se ne va ma magari arriva Y che è più forte: perchè criticare a priori la cessione di X?) e soprattutto aspettare le eventuali ufficialità prima di commentare specie con modi così pesanti?

L’ho sempre detto, forse sono io ad essere un tifoso atipico, ma credo che ad entrambe le domande si possa rispondere positivamente…

Dimitri Petta

Qui la seconda parte

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